Gestione

GESTIONE

Quest’area del sito sarà dedicata, molto semplicemente, alle novità sul mondo della gestione del salone dal punto di vista più prettamente imprenditoriale, affrontando le due anime principali di questo ambito: il marketing e la gestione vera e propria.

Quest’ultimo è un campo che, tutto sommato, possiamo considerare abbastanza “tradizionale”: cambiano i sistemi di gestione, i software, cambiano anche (troppo spesso, per la verità) le normative di riferimento ma, sostanzialmente, è sempre la stessa roba.

Dove i cambiamenti sono strutturali è l’altro versante: il marketing. E cominciamo accettando l’idea che non possiamo più ragionare come in passato.

Partiamo con una premessa: il marketing di un salone è molto più della semplice promozione di un prodotto. Questo è un equivoco frequente che rende spesso difficile affrontare seriamente l’argomento. Il marketing, se prendiamo la definizione ufficiale, è “l’arte e la scienza di individuare un bisogno del mercato, trovare una possibile risposta ed impostare su questa un modello di business”.

Molto di più della semplice promozione, quindi, che deve essere considerata soltanto uno dei tanti strumenti necessari per attuare una strategia di marketing efficace. Quando pensi al tuo salone riduci il tutto a “combattere” la concorrenza: trovare l’immagine migliore, inventare lo slogan più efficace, finanziare la campagna più capillare. Purtroppo, però, il tuo nemico non è soltanto la concorrenza. Quando scrivi un post su Facebook, se vuoi semplicemente apparire sulla bacheca del tuo potenziale cliente, non devi “sgomitare” soltanto con i tuoi competitors.

Per comprendere pienamente la trasformazione digitale dei media analizziamo la comunicazione possibile sulla “regina” dei media tradizionali: la televisione.
Tutti i componenti del pubblico che si piazza davanti la Tv per guardare un programma televisivo vedono la stessa cosa, nello stesso momento, in condizioni tutto sommato omogenee, rendendo semplice organizzare una comunicazione efficace che tenga conto del contesto.

Spieghiamo meglio:

Se devo promuovere un ristorantino-barbecue basato su chianina e scottona sceglierei accuratamente il programma dove comparire e sicuramente non finirei tra i commercial di una puntata di Report sulla macellazione industriale e sul maltrattamento dei vitelli in allevamenti intensivi.

Chiaramente il mio spot che mostra una succosa fiorentina non farebbe un bell’effetto dopo le immagini di vitelli seviziati e macellati. Magari scelgo La prova del Cuoco.

Nella comunicazione digitale non posso “scegliere” dove comparire, non direttamente almeno.

Quindi devo guidare il processo affinché la mia comunicazione sia coerente con il contesto e venga visualizzata efficacemente dai miei potenziali clienti.

La comunicazione Old Media, inoltre, è fortemente unidirezionale: io costruisco il contenuto e lo spettatore lo guarda. Nei nuovi media l’utente non è più un semplice “spettatore”, ha la possibilità di agire e reagire in tempo reale.
La conclusione pratica di questa premessa: quando comunichiamo sul web dobbiamo aspettarci un risultato finale che può essere molto diverso dal messaggio che abbiamo costruito noi: la comunicazione digitale è la somma di quello che diciamo noi e delle interazioni degli utenti.